Pavimenti | 4 buoni motivi per recuperare quelli esistenti

Tra le scelte che ci troviamo ad affrontare (il plurale è d’ obbligo, committente e architetto!) durante la ristrutturazione di un appartamento c’è quella della scelta dei pavimenti. Recuperare quelli esistenti o sostituirli?

Se decidiamo di acquistare un appartamento che necessita di ristrutturazione una delle motivazioni sarà certo il gusto e il piacere di abitare in una casa che ha spazi e dettagli che sono proprie degli anni passati.

quali sono (alcune) LE TIPOLOGIE DI PAVIMENTI CHE POSSIAMO TROVARE IN UNA CASA DA RISTRUTTURARE?

Uno degli elementi che più ci piacciono sono appunto i pavimenti; cementine esagonali, mattonelle di graniglia, parquet vissuto sono quelli più presenti nelle case di inizio Novecento fino ad arrivare agli anni ’70-’80.

Cementine esagonali, di cosa sono e come recuperarle te ne parlavo in questi due post: recuperarle o sostituirle, o abbinarle ad altri pavimenti

Marmette di graniglia, formato dagli scarti di lavorazioni di marmo e pietre legati tra di loro da cemento e colato negli stampi che poi danno origine alle tipiche mattonelle.
I trend degli ultimi anni vogliono che queste marmette siano riprodotte nel formato e nello stile che ricordano quello autentico ma che non ne hanno purtroppo lo stesso fascino!

Pavimento alla veneziana (battuto veneziano), simile alle marmette di graniglia ma diverso nella lavorazione. Infatti a differenza delle marmette (impasto colato in stampi) viene colato in modo omogeneo direttamente sul massetto e “battuto”(piano che poi finito sarà il “pavimento”).

Pavimento alla “palladiana”, simile a quello alla veneziana è la pavimentazione con tagli di pietra e marmo irregolare posate su di un letto di sabbia e cemento e poi fissate da una colata di altrettanto cemento che copre le fughe tra una pietra e l’ altra.

Parquet, formato da tavole di legno massello incollate o chiodate e con diverse disposizioni; paralleli o diagonali a spina di pesce.

Perchè conservarli?

Valutare i pro e i contro ma sicuramente le ragioni a favore del recupero dei pavimenti esistenti sono ottime, tipo:
1. non compromettere il carattere e le caratteristiche dell’appartamento e della sua epoca

2. non togliere all’immobile quel valore storico che conserva

3. anche lo stile detta le sue regole; acquistiamo un appartamento anni ’70 e lo vogliamo ristrutturare ma poi snaturiamo il tutto e all’interno proponiamo finiture minimal-chic?

4. fattore risparmio, in media conservare un pavimento esistente con qualche lavoro di ripristino costa meno che sostituirlo (quindi prevedere demolizione e formazione di un nuovo massetto).

nel caso di sostituzione, come fare

Se si opta per la sostituzione perchè il pavimento esistente non è  di nostro gusto oppure è talmente ammalorato che non si può conservare, si deve valutare come procedere.
Nel primo caso occorre demolire il pavimento e il sottofondo e ripristinare il tutto oppure ricoprirlo facendo prima fare un rilievo al tecnico che poserà quello nuovo per verificarne la fattibilità.
Nel secondo caso, ossia nella situazione in cui ci fossero porzioni di pavimento ammalorate, si può valutare di sostituirle con pavimenti nuovi, facendo attenzione al giusto abbinamento.

fotografie Serena Barison | Picsilli


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